Quando mandare gli inviti di matrimonio (e il save the date)
Un calendario realistico: quando mandare il save the date, quando l'invito, che scadenza dare alle risposte e cosa cambia se ti sposi lontano da casa.
Fissata la data e prenotato il posto, arriva una domanda molto pratica: quando avvisare gli invitati? Se lo fai tardi, qualcuno avrà già altri impegni. Se lo fai troppo presto e poi sparisci, la data scivola via dalla memoria.
Il modo più semplice per non sbagliare è ragionare al contrario: parti dal giorno in cui ti servono i numeri definitivi e torna indietro.
Il calendario in breve
Ogni matrimonio ha i suoi tempi, ma di solito funziona così:
- Da 6 a 12 mesi prima: il save the date, se ti serve.
- Da 2 a 3 mesi prima: l'invito, con tutti i dettagli.
- Da 4 a 5 settimane prima: la scadenza per rispondere.
- Una settimana prima della scadenza: un promemoria a chi manca.
- Subito dopo la scadenza: i numeri al catering e la disposizione dei tavoli.
Il save the date: quando serve e a chi mandarlo
Il save the date non è obbligatorio. È un avviso breve, senza dettagli: i nomi, la data, la città. Serve solo a far tenere libero quel giorno.
Diventa quasi indispensabile se:
- ti sposi in piena estate, in un ponte o vicino alle feste, quando molti prenotano le vacanze con largo anticipo;
- una parte degli invitati vive lontano o all'estero e dovrà organizzare il viaggio;
- la festa dura più giorni, o si svolge in un posto con poche camere.
In questi casi di solito si manda tra gli 8 e i 12 mesi prima. Per una data senza complicazioni bastano 6 mesi, e molti scelgono di farne a meno.
Una regola da tenere presente: il save the date va solo a chi riceverà di sicuro l'invito. Se su qualche nome hai ancora dei dubbi, aspetta di aver chiuso la lista. Mandarlo un po' più tardi è sempre meglio che doverlo ritirare.
L'invito: due o tre mesi prima
L'invito porta tutto quello che il save the date taceva: orari, luogo della cerimonia e del ricevimento, come arrivare, l'eventuale dress code, la lista nozze e, soprattutto, la data entro cui rispondere.
Due o tre mesi prima è il momento più comune: abbastanza presto perché gli invitati si organizzino, abbastanza vicino perché l'invito non finisca dimenticato. Con gli inviti stampati, aggiungi i tempi di tipografia e di consegna.
La scadenza per rispondere: parti dal catering
È la data più importante del calendario, e va calcolata a ritroso.
Il catering di solito chiede il numero definitivo, con allergie e menù particolari, qualche settimana prima. Poi c'è la disposizione dei tavoli, che richiede più tempo di quanto sembri: famiglie da tenere vicine, persone da tenere lontane, bambini da sistemare.
Per questo la scadenza si mette di solito 4 o 5 settimane prima del matrimonio. Ti restano una o due settimane per recuperare chi è in ritardo e il tempo per chiudere i numeri con calma.
Nello stesso modulo chiedi tutto quello che ti servirà dopo: quante persone vengono, allergie o intolleranze, la scelta del menù. Così eviti un secondo giro di telefonate.
Un promemoria, uno solo
Qualcuno non risponderà in tempo. Quasi mai per scortesia: l'invito è stato aperto, messo da parte e dimenticato. Un messaggio gentile una settimana prima della scadenza di solito basta.
In Partecipo la scadenza compare sull'invito come «Rispondi entro il…», e dopo quella data il modulo si chiude. Con Plus o Singolo Evento puoi accendere i promemoria automatici per email, a chi ha scelto «Forse» e a chi, nella lista invitati, non ha ancora risposto, decidendo quanto tempo prima della scadenza devono partire: ognuno lo riceve una volta sola. Con qualunque piano puoi riscrivere su WhatsApp dalla lista invitati, con il messaggio già pronto. Le risposte restano tutte in un unico elenco, e puoi esportarle in un file pensato per il ristorante.
Se ti sposi lontano da casa
Con un matrimonio in un'altra regione o all'estero tutto si sposta in avanti. Gli invitati devono chiedere le ferie e prenotare voli e alloggi.
- Save the date: 10–12 mesi prima, e qui non è facoltativo.
- Invito: 3–4 mesi prima.
- Scadenza: 6–8 settimane prima, anche perché gli hotel con camere riservate agli invitati spesso chiedono i nomi con anticipo.
Cambiano anche i contenuti: servono indicazioni chiare su come arrivare, dove dormire, eventuali navette, e il programma se la festa occupa più giorni. Meglio raccogliere tutto in un posto solo che spargerlo in dieci messaggi diversi.
Link, WhatsApp, email o carta
Molte coppie oggi mandano l'invito con un link, su WhatsApp o per email: è veloce e si risponde in un minuto. La carta però ha ancora il suo posto, per i nonni e per chi vuole conservarla.
Non sei obbligato a scegliere. Puoi stampare pochi inviti per chi li apprezza e mandare il link a tutti gli altri. Sul cartoncino aggiungi un QR: chi lo inquadra con il telefono apre l'invito e risponde da lì, così anche le risposte arrivate dalla carta finiscono nello stesso elenco.
Su WhatsApp, meglio un messaggio a ciascuno che un annuncio in un gruppo: le risposte non si perdono tra gli auguri.
In Partecipo ogni persona della lista ha il suo link personale: quando lo apre trova il proprio nome già scritto, e la risposta si collega alla sua riga. Puoi mandarlo su WhatsApp o copiarlo dove vuoi con qualunque piano; con Plus o Singolo Evento parte anche per email, a tutti insieme. Il QR si scarica in SVG o PNG, pronto per la stampa. Un consiglio: una volta stampato, lascia l'invito pubblicato fino al matrimonio, altrimenti il codice porta a una pagina che non esiste. Trovi tutto in come si invita con Partecipo.
Quando prepari l'invito puoi aggiungere anche un conto alla rovescia, i pulsanti per salvare la data nel calendario e una sezione sulle strutture dove dormire: sono tra le sezioni dell'invito, tutte incluse anche nel piano gratuito. Per le email e i promemoria automatici guarda i piani.